Burattinarte - Storia di una rassegna PDF Stampa E-mail
burattinarteLa rassegna nasce dall’idea di portare il teatro di strada in una realtà, quale quella del comprensorio Langhe-Roero e Monferrato, in forte espansione economica, sociale e turistica dove risultava fondamentale aprire a nuovi stimoli culturali.

Cultura si fa anche con il teatro dei burattini, sia nelle strade, dove ha sviluppato nei secoli il suo ruolo importante, sia nei teatri dove, in moltissime culture, rappresenta “un altro modo" di far teatro, con tecniche raffinate, rivolto ad un pubblico infantile ed adulto.

La rassegna, che si svolge in strade, piazze, giardini e cortili di vari Comuni, propone quindi sia spettacoli di strada che da palco provenienti dall’Italia e dall’estero, anche grazie al rapporto nato con altri festival e a una stretta collaborazione nella programmazione del cartellone, in grado di offrire spettacoli di alto livello; è inoltre inserita nel progetto “Burattini senza confini”, consorzio transnazionale tra festival di teatro di figura e di strada che coinvolge realtà appartenenti a tutto il territorio dell’arco alpino, dalla Francia alla Slovenia, nato allo scopo di creare una rete culturale che ha come denominatore comune i temi dell’integrazione e dell’interculturalità. Burattinarte propone l’incontro con un’arte antica, culturalmente ricca e di grande fascino grazie alla grande varietà di tematiche, di tradizioni, e di tecniche utilizzaste per dare vita a storie raccontate da burattini a guanto, da pupazzi, da marionette a filo, da bunraku o dalle magiche immagini create dal teatro d’ombre.

Dalla prima edizione della rassegna, nel 1994, svoltasi unicamente nelle vie di Alba con quattro compagnie presenti ed un pubblico da subito fortemente coinvolto ed entusiasta, si è fatta tanta strada e forse ora sono in tanti a sapere che marionette e burattini parlano con la stessa intensità a bambini e adulti.

Forse qualcuno in più sa che una “baracca” non è solo una casa fatiscente e che le marionette sono quelle con i fili. Chissà, forse qualcuno di quei bambini con gli occhi spalancati da grande farà davvero il burattinaio….. chissà.

 
Una storia che continua... PDF Stampa E-mail

BURATTINARTEÈ particolarmente importante l’appuntamento di Burattinarte perché da un festival all’altro, da un anno all’altro, è possibile riscontrare come il teatro di figura stia avendo un progressivo, e per molti versi straordinario, radicamento nella nostra regione. Quella del Piemonte è ormai una realtà che non ha l’eguale in nessuna altra parte d’Italia.

L’importanza di questo fenomeno può forse sfuggire anche agli stessi operatori, alle stesse compagnie troppo occupate a lavorare nei propri ambiti. Certo è che una visione d’insieme, centrata non solo sugli spettacoli, ma sul linguaggio proprio del teatro di figura nelle sue plurime manifestazioni, offre un quadro articolato e unico nel suo genere. Quello a cui si sta assistendo è la progressiva uscita dal chiuso degli orticelli e la conquista di spazi diversi, impensabili, se non addirittura negati, solo qualche stagione fa. Chi avrebbe potuto immaginare che grandi festival, come quello delle Colline Torinesi o quello del Teatro Europeo, potessero programmare con regolarità spettacoli di teatro di figura? Ciò vale anche per il festival di circo contemporaneo di Grugliasco, che da quest’edizione inizierà a ospitare anche spettacoli di marionette e burattini a tema circense, e qui il nuovo cartellone di Burattinarte, improntato tematicamente su questi spettacoli.

di Alfonso Cipolla
tratto dal "Foglio Volante"
il giornale di Burattinarte
 
Progetto speciale - Il mio amico burattino PDF Stampa E-mail

“Dopo un po’ non sono più io che decido cosa fargli dire e fare, ma è lui, il burattino, che si muove per conto proprio e mi fa dire quello che vuole lui”
Quante volte l’ho sentito dire da un burattinaio.
Quante volte durante uno spettacolo di burattini ho sentito un bambino indirizzare a un burattino parole che mai e poi mai avrebbe detto a un adulto sconosciuto

Una burattinaia argentina mi diceva che nelle scuole materne di Buenos Aires trovar l’angolo dei burattini, dove i bimbi vanno quando vogliono, usando i burattini per esprimersi o parlandoci è comune quanto trovarci dei disegni appesi alle pareti e che sovente l’insegnante usa un suo proprio burattino, normalmente un muppet (di quelli in cui la mano del burattinaio fa muovere la bocca e con l’altra mano muove una mano del burattino per mezzo di un’ asticella) per rivolgersi ai bambini o per farsi dire qualcosa da loro. Spesso, mi diceva, i bambini vanno a prendere il burattino della maestra per parlargli o per farlo parlare.

burattinarteA noi di Burattinarte piace interloquire con le scuole; nelle scuole si forma il futuro e per il teatro di figura sovente anche il presente.
Negli anni il festival ha ritagliato al suo interno spazi dove gli allievi potessero esprimersi o integrato percorsi didattici, ci è stato richiesto sovente di dare informazioni su laboratori o di organizzarne.
Abbiamo pensato che più che organizzare un laboratorio che insegnasse a bambini o docenti a fare uno spettacolo con i burattini, che con un minimo di informazione gli insegnanti potevano trovare già confezionato sul territorio o poco più in là, fosse compito di una manifestazione culturale ormai di un certo peso qual è Burattinarte elaborare un progetto un po’ più complesso, fare una proposta che andasse un po’ più in profondità.

Attraverso la conoscenza maturata in tutti questi anni di burattini e burattinai mi sono resa conto di quant’è stretto e complesso il rapporto che lega burattinaio e burattino. Il burattino creatura del burattinaio, più piccolo di lui e apparentemente inoffensivo, meno temibile e più libero, legato a filo doppio al suo creatore-animatore ma non identico a lui: c’è solo una mano del burattinaio nel burattino, sufficiente a farne emergere la profondità, gli aspetti nascosti e le sfumature ma anche a permettergli di dire: “non sono stato io che ho detto quello: è lui, Pulcinella, Arlecchino o l’orco del bosco, non prendetevela con me. Ma neanche con lui, mi raccomando: non è che un burattino, una mano guantata di cenci”
Di quant’è protettivo e isolante lo spazio angusto della baracca, in cui i burattinai si nascondono, si litigano, si scaccolano, si baciano e si trasformano.
Di come può essere paritario, rassicurante, stimolante, identificativo il rapporto fra bambini e burattini, di com’è facile e bello insultare il terribile diavolo che impersona tutte le paure, aiutare arlecchino che parla poco bene e peggio ancora capisce, confidare all’eroe o all’eroina di turno il cruccio che momentaneamente affligge il bambino, anche se non c’entra per niente (o almeno a noi pare) con il resto della storia.

Di qui l’idea di organizzare un corso di formazione per insegnanti che desse gli strumenti di base per utilizzare i burattini come strumento per far esplicitare ai bambini problematiche, concetti o quant’altro che non sarebbero stati in grado di esprimere semplicemente parlandone in prima persona. O per entrare in comunicazione con i problemi dei bambini. O con bambini problematici. O con temi problematici. O...

Dopo aver preso atto del fatto che un corso del genere, per lo meno a portata di mano, non esisteva, con l’aiuto di un’insegnante si è elaborato un progetto che prevedesse il contributo di un formatore burattinaio e di un formatore esperto in globalità dei linguaggi.
Dopo aver constatato che un corso di formazione così concepito era troppo specialistico per coinvolgere un numero sufficiente di insegnanti in un circolo didattico solo si è pensato di fare una proposta che collegasse diversi circoli, cosa non inusuale sul territorio e neanche inusuale per noi di Burattinarte, che da quindici anni mettiamo in rete paesi, comunità collinari, associazioni, scuole e quant’altro ci venga in mente.

La proposta non solo è stata accolta, ma è stata anche quasi totalmente finanziata dai circoli didattici stessi, il che ci ha permesso di terminare il percorso di formazione con uno spettacolo rivolto agli alunni delle insegnanti delle scuole materne che hanno partecipato al corso di formazione.
Così un trecento circa bimbi delle scuole materne di Alba e Diano e dintorni si ritroveranno (o si sono ritrovati N.d.A?) una mattina di scuola nella piazza principale del festival a vedere uno spettacolo tutto per loro (e per chi passerà di lì), e dopo aver portato consapevoli burattini nelle scuole, porteremo ( o abbiamo portato N.d.A) consapevoli scuole al festival.

“Todo redondo” direbbe Juancito.

Consuelo Conterno
direzione artistica della rassegna internazionale di teatro di figura Burattinarte
e Associazione Culturale Burattinarte

Ringraziamo le formatrici, che si sono prestate a questa collaborazione, le direzioni didattiche e particolarmente il secondo circolo di Alba, che ci hanno dato fiducia e appoggio sia economico che logistico e le insegnanti che per amore del loro lavoro hanno accettato di mettere in gioco una parte di sé stesse. Con un ringraziamento particolare a Luisa Tibaldi e a Giovanna Zanirato, senza le quali probabilmente questo progetto non avrebbe visto l’inizio né la fine.
 
Premio arte in strada PDF Stampa E-mail
Maggio 2004: La Regione Piemonte assegna il premio Arte in Strada 2004 all’ Unione dei Comuni di Langa e del Barolo per la manifestazione Burattinarte 2003 con la seguente motivazione:

...conferisce il premio all’Unione di Comuni delle Colline di Langa e del Barolo per la manifestazione “BURATTINARTE” che presenta un programma caratterizzato da presenze di prestigio a livello nazionale e internazionale, un’articolazione e un radicamento sul territorio della Comunità collinare e una progressiva crescita quantitativa e qualitativa dell’offerta culturale nell’arco delle nove edizioni del festival.
 
 

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