Progetto speciale
Il mio amico burattino

“Dopo un po’ non sono più io che decido cosa fargli dire e fare, ma è lui, il burattino, che si muove per conto proprio e mi fa dire quello che vuole lui”
Quante volte l’ho sentito dire da un burattinaio.
Quante volte durante uno spettacolo di burattini ho sentito un bambino indirizzare a un burattino parole che mai e poi mai avrebbe detto a un adulto sconosciuto

Una burattinaia argentina mi diceva che nelle scuole materne di Buenos Aires trovar l’angolo dei burattini, dove i bimbi vanno quando vogliono, usando i burattini per esprimersi o parlandoci è comune quanto trovarci dei disegni appesi alle pareti e che sovente l’insegnante usa un suo proprio burattino, normalmente un muppet (di quelli in cui la mano del burattinaio fa muovere la bocca e con l’altra mano muove una mano del burattino per mezzo di un’ asticella) per rivolgersi ai bambini o per farsi dire qualcosa da loro. Spesso, mi diceva, i bambini vanno a prendere il burattino della maestra per parlargli o per farlo parlare. 
A noi di Burattinarte piace interloquire con le scuole; nelle scuole si forma il futuro e per il teatro di figura sovente anche il presente.
Negli anni il festival ha ritagliato al suo interno spazi dove gli allievi potessero esprimersi o integrato percorsi didattici, ci è stato richiesto sovente di dare informazioni su laboratori o di organizzarne.

Una burattinaia argentina mi diceva che nelle scuole materne di Buenos Aires trovar l’angolo dei burattini, dove i bimbi vanno quando vogliono, usando i burattini per esprimersi o parlandoci è comune quanto trovarci dei disegni appesi alle pareti e che sovente l’insegnante usa un suo proprio burattino, normalmente un muppet (di quelli in cui la mano del burattinaio fa muovere la bocca e con l’altra mano muove una mano del burattino per mezzo di un’ asticella) per rivolgersi ai bambini o per farsi dire qualcosa da loro. Spesso, mi diceva, i bambini vanno a prendere il burattino della maestra per parlargli o per farlo parlare.
A noi di Burattinarte piace interloquire con le scuole; nelle scuole si forma il futuro e per il teatro di figura sovente anche il presente. Negli anni il festival ha ritagliato al suo interno spazi dove gli allievi potessero esprimersi o integrato percorsi didattici, ci è stato richiesto sovente di dare informazioni su laboratori o di organizzarne.

Abbiamo pensato che più che organizzare un laboratorio che insegnasse a bambini o docenti a fare uno spettacolo con i burattini, che con un minimo di informazione gli insegnanti potevano trovare già confezionato sul territorio o poco più in là, fosse compito di una manifestazione culturale ormai di un certo peso qual è Burattinarte elaborare un progetto un po’ più complesso, fare una proposta che andasse un po’ più in profondità.

Attraverso la conoscenza maturata in tutti questi anni di burattini e burattinai mi sono resa conto di quant’è stretto e complesso il rapporto che lega burattinaio e burattino. Il burattino creatura del burattinaio, più piccolo di lui e apparentemente inoffensivo, meno temibile e più libero, legato a filo doppio al suo creatore-animatore ma non identico a lui: c’è solo una mano del burattinaio nel burattino, sufficiente a farne emergere la profondità, gli aspetti nascosti e le sfumature ma anche a permettergli di dire: “non sono stato io che ho detto quello: è lui, Pulcinella, Arlecchino o l’orco del bosco, non prendetevela con me. Ma neanche con lui, mi raccomando: non è che un burattino, una mano guantata di cenci”
Di quant’è protettivo e isolante lo spazio angusto della baracca, in cui i burattinai si nascondono, si litigano, si scaccolano, si baciano e si trasformano.
Di come può essere paritario, rassicurante, stimolante, identificativo il rapporto fra bambini e burattini, di com’è facile e bello insultare il terribile diavolo che impersona tutte le paure, aiutare arlecchino che parla poco bene e peggio ancora capisce, confidare all’eroe o all’eroina di turno il cruccio che momentaneamente affligge il bambino, anche se non c’entra per niente (o almeno a noi pare) con il resto della storia.

Di qui l’idea di organizzare un corso di formazione per insegnanti che desse gli strumenti di base per utilizzare i burattini come strumento per far esplicitare ai bambini problematiche, concetti o quant’altro che non sarebbero stati in grado di esprimere semplicemente parlandone in prima persona. O per entrare in comunicazione con i problemi dei bambini. O con bambini problematici. O con temi problematici. O...

Dopo aver preso atto del fatto che un corso del genere, per lo meno a portata di mano, non esisteva, con l’aiuto di un’insegnante si è elaborato un progetto che prevedesse il contributo di un formatore burattinaio e di un formatore esperto in globalità dei linguaggi.
Dopo aver constatato che un corso di formazione così concepito era troppo specialistico per coinvolgere un numero sufficiente di insegnanti in un circolo didattico solo si è pensato di fare una proposta che collegasse diversi circoli, cosa non inusuale sul territorio e neanche inusuale per noi di Burattinarte, che da quindici anni mettiamo in rete paesi, comunità collinari, associazioni, scuole e quant’altro ci venga in mente.

La proposta non solo è stata accolta, ma è stata anche quasi totalmente finanziata dai circoli didattici stessi, il che ci ha permesso di terminare il percorso di formazione con uno spettacolo rivolto agli alunni delle insegnanti delle scuole materne che hanno partecipato al corso di formazione.
Così un trecento circa bimbi delle scuole materne di Alba e Diano e dintorni si ritroveranno (o si sono ritrovati N.d.A?) una mattina di scuola nella piazza principale del festival a vedere uno spettacolo tutto per loro (e per chi passerà di lì), e dopo aver portato consapevoli burattini nelle scuole, porteremo ( o abbiamo portato N.d.A) consapevoli scuole al festival.

“Todo redondo” direbbe Juancito.

 


Consuelo Conterno
direzione artistica della rassegna internazionale di teatro di figura Burattinarte
e Associazione Culturale Burattinarte

Ringraziamo le formatrici, che si sono prestate a questa collaborazione, le direzioni didattiche e particolarmente il secondo circolo di Alba, che ci hanno dato fiducia e appoggio sia economico che logistico e le insegnanti che per amore del loro lavoro hanno accettato di mettere in gioco una parte di sé stesse. Con un ringraziamento particolare a Luisa Tibaldi e a Giovanna Zanirato, senza le quali probabilmente questo progetto non avrebbe visto l’inizio né la fine.