LA VOCE DELLE COSE (Bergamo)

la-voce-delle-coseLA VOCE DELLE COSE (Bergamo)

Luì Angelini e Paola Serafini nel 2003 danno vita al progetto La voce delle cose, ma il percorso fatto insieme ha inizio nel 1978 quando fondano la compagnia Assondelli & Stecchettoni, utilizzando burattini a guanto di tipo non tradizionale per passare a partire dal 1984, al teatro d’oggetti.Nel 1989 riuniscono sotto il titolo Appartamento con Figure tre pezzi brevi d’occasione: Shaker-speare raccontato con attrezzi da cocktail, Dr. Jekyll & Mr. Hyde e Odissea completamente ambientata in una vasca da bagno.Questo spettacolo, oltre a partecipare ai più rilevanti festival italiani, diventa il loro biglietto da visita per l’Europa, con una tournée in Portogallo, Spagna e Francia.Nasce a seguire la collaborazione con il Centro Teatro di Figura di Cervia con una serie di spettacoli, fra i quali: Anfitrione, Cappuccetti Rossi e Pinocchio dei Legni, che contribuiscono alla diffusione del lavoro della compagnia anche fuori dall’Europa.Nella primavera 2003, al termine di un percorso con la cooperativa Arrivano dal Mare!, danno vita al progetto la Voce delle Cose.In tutto questo tempo, accanto all’attività di palcoscenico, Paola e Luì hanno sempre praticato, sia come mestiere che come nutrimento all’invenzione, attività di formazione per esseri umani dai due anni in su. 

Macchine per il  teatro incosciente (MTI)

Ven. 25 giugno – ore 21,00/24,00
ASTI – Corso Alfieri, piazza San Secondo

Installazione di giochi interattivi 

Mini-teatrini – formati da valige munite di uno sportello sul davanti che, si scopre poi, funge da sipario – i cui animatori materiali sono due persone qualunque che, come in un gioco di ruolo, prendono posto uno al di qua e l’altro al di là del rudimentale boccascena, assumendo le funzioni di Manovratore e Spettatore. Il primo trova, dal suo lato, un retroscena nascosto agli occhi dello Spettatore, munito di attrezzi e oggetti, da impiegare e disporre sulla scena secondo una lista di istruzioni trasmesse in cuffia dall’Autore. Il secondo si pone di fronte al boccascena e, sempre in cuffia e sempre dalla voce dell’Autore, ascolta la storia che corrisponde agli spostamenti e alle evoluzioni che il Manovratore fa compiere agli oggetti. In parole più semplici: le Macchine del Teatro Incosciente sono dispositivi con cui un ignaro Manovratore mette in scena e uno stupito Spettatore assiste a uno spettacolo di teatro d’oggetti. Il che non è contraddetto dal fatto che, in qualche raro caso, il Manovratore debba usare, oltre agli oggetti predisposti dall’Autore, anche una parte del suo corpo, magari una mano. Le Macchine fanno teatro con l’ironica discrezione di chi non lo urla ai quattro venti, ma in compenso lo esibisce in piazza e ci fa su una risata. E hanno la qualità di tutte le ottime idee: divertono a farle, divertono a scambiarsi i ruoli, divertono a guardarle, divertono a pensarci. Tutto simultaneamente.