TEATRO ALEGRE (Italia – Spagna)

TEATRO ALEGREIl lavoro della compagnia é il viaggio che i suoi componenti, Georgina Castro Küstner e Damiano Privitera, hanno intrapreso con le marionette; un viaggio che ha inizio a Barcellona, con l’esperienza vissuta agli inizi degli anni 80′ nel gruppo Taller de Marionetas, dove il linguaggio del Teatro di Figura è vissuto come mezzo di espressione vitale, che riguarda l’essenza stessa della propria esistenza. Dopo queste esperienze molto importanti con la compagnia spagnola (si ricorda una eclatante presenza al Festival Mondiale di Charleville Mezieres del 1982), intraprendono, ritornando in Italia, una strada a ritroso, una via per ricercare i fondamentali di un teatro dei burattini e delle marionette coerente si, ma radicato in quello che è il “mestiere” del burattinaio tradizionale. L’impulso creativo che ricevono dallo studio della “maniera classica”, sfocia in spettacoli completamente innovativi, dove la poetica ne è padrona e la tecnica, con le marionette da tavolo, è ricercata, raffinata. Il gruppo ha utilizzato nella sua storia varie tecniche: la marionetta a fili, il burattino a guanto e anche il teatro d’ombre. La compagnia ha partecipato a numerosi festival internazionali di marionette in: Francia, Spagna, Svizzera,Italia, Belgio, Rep. Ceca, Germania e Ungheria.

 PROKOFIEF E IL LUPO 

mer. 27 maggio – ore 21,00

ALBA – Chiesa di san Domenico

In collaborazione con “Alba Music Festival”

al pianoforte: Simone Sarno

Questa messa in scena nasce dalla curiosità di affrontare, come una sfida, un repertorio classico del Teatro di Figura. La storia di Pierino che salva il lupo dall’inevitabile destino, in questo caso è stata raccontata più che con l’ormai noto testo con il linguaggio della manipolazione. E si intende per manipolazione non solo una capacità virtuosistica o meno del far muovere i personaggi, ma anche l’atteggiamento e la relazione che può, e deve, intercorrere tra corpi umani e corpi di marionette. Si è usata inoltre una chiave di lettura propria della vita del compositore, un uomo che nel regime stalinista ha perso nei gulag la prima moglie con l’accusa di tradimento. Nel 1948 viene criticato per il suo formalismo e costretto ad una umiliante autocritica. Ironia della sorte muore lo stesso giorno, si dice alla stessa ora, di Stalin. Se pur fedele alla favola, questa rappresentazione evidenzia il conflitto dell’autore  con Stalin, il lupo appunto. Il pupazzo Petruska, che racconta la storia mosso da due manipolatori, è la “figura” di Prokovief ingabbiato dallo stalinismo; alla prigionia della moglie si fa aperto richiamo attraverso la proiezione di un filmato, proiettato all’inizio spettacolo, che rievoca il dramma dei gulag. Il finale è un omaggio al desiderio di libertà; l’anatra, che nella versione originale riesce appena a far sentire la sua voce, viene qui  liberata dalla pancia del lupo.  La tecnica è inventata, mutuata da una tecnica giapponese in cui i manipolatori si muovono su sedia con rotelle: in questa versione i manipolatori si muovono su carrelli per dare particolare fluidità di movimento alle marionette. La piece ha carattere multimediale, grazie all’uso – all’inizio – di filmati che rievocano i gulag. Due brani di musica moderna registrati sottolineano le parti che non sono fedeli alla versione originale della favola.  La versione con accompagnamento dal vivo di pianoforte solo originale composto da Prokofief, è prodotta per il festival Burattinarte e Alba Musical Festival