Orlando Della Morte (Milano)

dellamorteNasce a Milano nel 1965. Si specializza in mimo e teatro di figura frequentando la scuola di mimo Quelli di Grock a Milano e diplomandosi presso la Scuola di Teatro “Arsenale di Milano”. Partecipa al laboratorio di animazione di pupazzi e maschere con la compagnia americana Bread and Puppet Theatre diretta da Peter Schumann e allo stage di narrazione e affabulazione di Mimmo Cuticchio a Palermo. Si diploma inoltre nel corso di Teatro per Ragazzi presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano.

Dalla seconda metà degli anni Ottanta lavora con una sua propria compagnia, mettendo in scena spettacoli di teatro di animazione e di teatro di figura. Partecipa a numerosi festival del settore, ricevendo molti significativi riconoscimenti: il premio nazionale ai Giovani Burattinai al Festival di Cologno Monzese e il primo premio al festival internazionale di San Giacomo (Cuneo), con Le Avventure di Pulcinella, il premio della critica al festival di teatro di animazione a Castellamare di Stabia con lo spettacolo La Mosca.

La mosca

Lo spettacolo può essere ricondotto al microteatro o al teatro degli oggetti. L’idea è quella di un cartone animato a tre dimensioni, in cui compaiono i più disparati oggetti in movimento. Orlando Della Morte gioca con le sue mani: suoni, rumori, voci presi dai cartoon o dai fumetti, il tutto realizzato in proprio. La Mosca è una breve esibizione densa di trovate e soluzioni comiche molto divertenti. Come in una tragedia greca si tratta anche qui di vita o di morte: la mosca contro la mano che la vuole a tutti i costi catturare. La mano mette in atto le trappole più crudeli e sofisticate; per ogni mosca che muore altre compaiono, addirittura un moscone terribile ingaggia una battaglia in cui nessuno sopravviverà. Orlando della Morte sfodera una comicità all’impronta, cogliendo i suggerimenti del pubblico, usando prontamente i rumori esterni per farne gag.

Le avventure di Pulcinella

Lo spettacolo, che si inserisce nella tradizione delle guarratelle napoletane, è un repertorio di tre racconti: Pulcinella e il cane, Pulcinella e il guappo e L’impiccagione di Pulcinella. Nel primo Pulcinella è alle prese con il furbo padrone di un cane e il suo animale; nel secondo un guappo prepotente gli impedisce di fare la serenata d’amore alla fidanzata Teresina; nell’ultimo Pulcinella, condannato a morte, si prende beffa del boia. Le avventure di Pulcinella comincia con il richiamo del ciarlatano, in costume d’epoca, che invita i bambini a seguire la storia, così come avveniva realmente nelle piazze dal Medioevo in poi.
L’arte delle guarratelle, letteralmente piccole cose, napoletane, è un’arte antichissima che si è mantenuta viva soprattutto grazie alla grande capacità dei burattinai di coniugare memoria e attualità, in un rapporto costante e attento con il pubblico. Personaggio principale delle guarratelle è sempre Pulcinella, l’anti eroe, l’uomo della strada che riesce a sfuggire la morte, a prendersi gioco del potere e della prepotenza pur manifestando egli stesso la paura, il timore e tutti quei sentimenti che non sono appunto dell’eroe ma dell’uomo comune.