Gino Balestrino (Genova)

ginoBurattinaio e attore, lavora in teatro dal 1984: si occupa della messinscena di spettacoli di prosa e di teatro di figura con l’attore Mauro Pagan, della direzione artistica di alcune rassegne e dell’organizzazione del Festival Internazionale dei Burattini e delle Figura del Porto antico di Genova, in collaborazione con Carlo Timossi. Dal 1986 collabora con l’Assessorato alle Istituzioni Scolastiche del Comune di Genova ad iniziative sui linguaggi della narrazione. Rappresenta i propri spettacoli presso scuole, rassegne e festival nazionali del settore.

Nell’ambito delle attività promosse dall’ Associazione Culturale Eureka di Genova, ha curato la direzione artistica de Il Flauto Magico – Rassegna di teatro di figura a Santa Margherita Ligure, di Navicelle a Celle Ligure, de Per strade e per canti – incontri con il teatro popolare e di strada ad Alassio.

Un mondo di colori

La vicenda prende le mosse in un mondo dove tutto, dai prati al cielo, dalle nuvole al sole, è dipinto di bianco e di nero. È in questo contesto che i piccoli burattini protagonisti si trovano a vivere le proprie esperienze, seguendo un comportamento che riflette i tratti salienti dei rispettivi caratteri: c’è il burattino che ad ogni piccola contrarietà si mette a frignare, quello sempre pronto a far baruffa, il chiacchierone irrefrenabile, l’eterno disattento, il cuorcontento ingenuo e cercaguai, comunque fortunato. Ma quali che siano le emozioni che li governano, i burattini affrontano con solerte energia la grigia monotonia che li circonda! Con l’aiuto dei bambini, che li guidano alla scoperta e all’uso delle matite colorate, pitturano ex novo il loro mondo e verificano in prima persona che, animandosi di un po’ d’ottimismo, le esperienze della vita possono essere assai varie e interessanti! La gioia di vivere prevale, con l’ottimismo del bambino che vede riempirsi di luci e forme il suo album da colorare. I testi e l’animazione sono di Gino Balestrino, le musiche di Ivano Foglino, la regia di Maria Carla Garbarino.

ginoTotonno

Ispirato alla fiaba Il racconto dell’Orco di Gianbattista Basile, preziosa testimonianza della stagione letteraria barocca, lo spettacolo tratta il tema del ragazzo sciocco mandato per il mondo a cercar fortuna. In questa felice trasposizione teatrale, la splendida lingua napoletana del Basile è traccia per una traduzione che conferma l’impianto narrativo costruito su detti popolari, proverbi, motti e sentenze. Ne è dato un testo per un teatro moderno cui è affidato il messaggio che, a saper imparare dai propri errori, un percorso di crescita è possibile e può condurre ad esiti impensati e felici.
I testi e le animazioni sono di Gino Balestrino, le scene di Serena Giordano. Da citare le musiche di scena, una scelta inusuale per uno spettacolo di burattini ma in perfetta sintonia con la fiaba di Basile: la suite da The False Consonnances of Music di Nicola Matteis (1640 – 1707), la Sonata a due bassi di Bernardo Pasquini (1637 – 1710) e il Capritio sopra li cinque tempi di Giovanni Battista Vitali (1632 – 1692).