Gianluca Di Matteo (Napoli)

dimatteoGianluca Di Matteo nasce a Napoli dove apprende i segreti del mestiere di burattinaio da Bruno Leone, Salvatore Gatto e Maria Imperatrice frequentando la Scuola delle Guarrattelle. Lavora in festival del settore in Italia e all’estero dal 2001 (tra cui: Puppet buskersfestival a Ghent in Belgio; International figurentheater festival a Wels in Austria; Mix Max a Bressanone, Bolzano; Il castello incantato a Locarno; Festival TIEFFEU a Perugia; La luna è azzurra a San Miniato; Immagini dell’interno a Pinerolo; Incanti a Torino; La scuola di Pulcinella a Napoli ).

Nel 2004 è premiato dalla regione Piemonte per la sua attività in strada (Premio per la “valorizzazione delle espressioni artistiche in strada”).
Gianluca Di Matteo, costruttore dei suoi burattini e dei suoi teatrini, con una semplice valigia al seguito inventa tutto un palcoscenico, utilizzando anche, per la voce di Pulcinella, la pivetta, una specie di fischietto che rende molto particolare la voce del burattino e facendosi accompagnare dalla fisarmonica di Tatiana Mazali.
Tiene inoltre laboratori di costruzione (tecniche: scultura del legno, pasta di legno) e manipolazione indirizzati ad alunni delle scuole, operatori ed insegnanti.

L’uomo che viveva nell’armadio Spettacolo di Ombromania
Le ombre cinesi, o ombre fatte con le mani, sono una tradizione antichissima che continua con un’infinità di varianti e di suggestioni nonostante le grandi difficoltà tecniche che comporta. Gianluca Di Matteo la utilizza con grande maestria in questo spettacolo molto particolare: …una radio sonorizza l’ambiente con motivi retrò, una lampada lo illumina fioca, da un armadio appaiono piccoli personaggi che simpaticamente raccontano un originale canovaccio dell’Ottocento: amori, tradimenti, ripicche… L’uomo che viveva nell’armadio saluta e torna nel buio

dimatteo“Le Guarrattelle di Pulcinella”
La tradizione dei burattini napoletani

Spettacolo di burattini a guanto, ha come protagonista Pulcinella, l’uomo della strada che riesce, anche in mezzo a mille pericoli a sfuggire alla morte e che si prende gioco del potere e della prepotenza, pur manifestando le sue paure. Il lavoro si basa sulla tradizione delle guarattelle napoletane, letteralmente piccole cose e riunisce le scenette e i quadri tradizionali con le esilaranti avventure di Pulcinella in un unico spettacolo.
Cosa sono le guarrattelle?
La finzione nella vita, una situazione ingarbugliata, cose di poco conto, oppure il castello dei burattini, ovvero gli spettacoli di burattini della tradizione napoletana di Pulcinella Cetrulo d’Acerra che in questi antichi canovacci si incontra e si scontra con figure mitiche del teatro popolare: il guappo, la guardia, l’amata, ….
La voce di Pulcinella, riprodotta con la “pivetta”, il ritmo, l’equilibrio fra il testo e il gesto, fa sì che lo spettacolo coinvolga anche chi, non napoletano, o addirittura straniero, non comprende tutte le battute. ‘E guarrattelle sono un po’ come una canzone: canticchi, balli, ti lasci trasportare